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Qualified European Photographer  
  
 
 
 
 

 
 
Biografia di Attilio Pavin 
 

Attilio Pavin nasce a Grumolo delle Abbadesse (VI) il 6 dicembre 1945. È stato fotografo professionista in Vicenza dal 1972 al 2008. Sempre all'inizio della carriera, parallelamente, intraprende i primi passi di una ricerca che risente delle più significative tendenze dell'arte contemporanea.
Le sue prime sperimentazioni sono "off-camera" fotogrammi e fotografie in cui forme geometriche "pure" e figure umane o legate alla natura, dialogano sui toni dei bianchi e dei grigi, dando origine ad un nuovo spazio, all'interno del quale si muovono le forme, in una sorta di equilibrio tra astrazione e realismo. La geometria è per Pavin mezzo per creare dinamicità e illusioni tridimensionali e, contemporaneamente, principio formativo di una nuova realtà.
In questi anni egli approfondisce anche le possibilità espressive insite nei materiali fotografici; il contatto fisico, reale, con essi gli permette di conoscere la fotografia toccandola e vivendola, iniziando un dialogo giocoso, inteso soprattutto come libertà di interpretazione e di espressione, che accompagna, facendone da premessa, tutto il cammino artistico di Pavin.
Successivamente a queste ricerche  tese allo studio della luce e dello spazio, Pavin indaga le possibilità espressive ed emozionali della materia sottolineandone la struttura e le ambiguità morfologiche e liberandone l'intrinseca pericolosa vitalità.
Negli anni Ottanta e Novanta, i "muri" sono il mezzo per conoscere la drammaticità e la leggerezza della materia, nonché la lettura di una realtà "altra". Le opere  "strappano" porzioni  di muro e le innalzano a storia dell'inconscio o storia emotiva e sociale della collettività. Ecco dunque che il muro diventa la storia di un popolo e di una città, scritta dall'uomo che giorno dopo giorno vi registra il suo passaggio. A chi lo sa leggere il muro è un quaderno scritto nel linguaggio di un popolo che su di esso lascia una traccia (I muri d'Irlanda e il Muro di Berlino).
Nel 2000 ha inizio una ricerca di Pavin dedicata alla fotografia istantanea come strumento indagatore e trasformatore della realtà: l'opera si crea attimo dopo attimo, subendo e traducendo "fisicamente" suoni, sensazioni, vibrazioni, che l'oggetto-soggetto del momento (la città, le persone, la musica) comunicano all'artista. Queste opere sono frutto di una manipolazione immediata, effettuata sull'immagine negli istanti in cui essa si forma, divenendo visibile.
Nelle  produzioni di Pavin si trovano punti d'incontro con l'Espressionismo, l'Astrattismo e l'Informale interpretati alla luce della sua cultura e della sua anima.
Osservando un'istantanea di New York ci si sente risucchiati da un vortice di colori, suoni e persone che vivono la frenesia di questa città che, tra contrasti e competizione, riesce a rendere arte un semplice manichino in vetrina e, nel contempo, deve specchiarsi quotidianamente con la solitudine, l'impassibilità, l'impersonalità di migliaia di persone che, come dei manichini, corrono e si rincorrono sfiorandosi senza vedersi.
In ultima analisi, tutta l'opera dell'autore passa attraverso un'operazione passiva, il guardare, un'operazione attiva, il vedere, ed un'operazione mentale, il capire.  La grandezza della fotografia è  nella sua enorme possibilità di dilatazione della capacità fisica e mentale dell'uomo di vedere e quindi di conoscere.
Pavin, si dedica a questa arte con tecniche e linguaggi vari, perché trova sempre in essa un aiuto e un mezzo per “osservare, studiare, provare a comprendere e a conquistare la vita, esprimendo nelle sue immagini segni, colori, riflessioni della sua anima, in una strada sempre aperta all’esperienza del momento” (Attilio Pavin).
 

A cura di Paola Giaretta

 
Nel 1987 esponendo alla Galleria Civica d'Arte Moderna di Ferrara inizia una serie di rassegne personali:

1988 Vicenza, Chiostri di S. Corona
1988 Milano, Centro Filologico Milanese
1988 Bari, Expo Arte e Fotografia
1989 Torino, Biennale della Fotografia

1990 Vicenza, "The Wall Berlino"
1992 Milano, Galleria Il Diaframma
1993 Milano, Galleria Arte 92
1997 Milano, Photo Show by Sicof
1999 Arzignano, "1989-1999 Berlino oltre il muro"
1999 Parma, l'opera completa "il Muro di Berlino"è stata acquisita dal Centro Studi Archivio e Documentazione, entrando a far parte della collezzione dell'Archivio Nazionale.

2000 Quinto Vicentino, "Irlanda, i muri raccontano"
2000 Vicenza, "Vicenza in Polaroid"
2002 Vicenza, "Festival Jazz in Polaroid"
2003 Nicosia, gli viene assegnato il "Premio Fotografico città di Nicosia"
2003 Padova, Centro Nazionale di Fotografia "street JAZZ"
2004 Orvieto, Palazzo dei Sette "street JAZZ"
2004 Vicenza, LAMeC, Basilica Palladiana "street JAZZ"
2004 Marghera - Venezia, Marghera Fotografia "New York"
2004/05 Vicenza, Studio Attilio Pavin "New York"
2005/06 Quinto Vicentino, "New York"
2005/06 Arzignano, "street JAZZ"
2009 Vicenza - Palazzo Opere Sociali "IL MURO... i muri"

Nel 1990 pubblica il libro "The Wall Berlino".
Nel 1992 vince il premio Kodak per il ritratto.
Nel 2005 esce un articolo sulle Polaroid di New York nella prestigiosa rivista ZOOM Ita/Eng - Europa America

Dal 1993 al 2008 ha tenuto periodicamente a Vicenza ed in altre città italiane corsi di fotografia di matrimonio e sul tema "Fotografia Educazione all'immagine".

E' stato invitato come relatore al X° Congresso Nazionale GNPP (Groupement Nationale de la Photographie Professionelle) a Versailles nel febbraio 1998 ed al Professional Photogaphers of Canada Network 99, Ottawa-Hull nell'Agosto 1999.
Nell'ottobre 2001 ha ottenuto la qualifica Q.E.P. per il matrimonio (Qualified European Photographer - Wedding Photography).